Lo spettacolo, nella sua precedente
versione, ha chiuso a Messina nel 2018, il Festival delle Arti SABIRFEST ed ha
rappresentato la Compagnia OfficinaTeatro al MENOTTI ART FEST di Spoleto,
occasione in cui Michele Celeste ha ricevuto il premio internazionale
Fajialobi-Divimpex “Pace, libertà e diritti umani” (Palazzo Sanzi, 29 settembre
2019).
Nell’agosto 2021 il Teatro d’essai LA CONDOTTA ha co-prodotto un nuovo allestimento dello
spettacolo: è
stato cambiato radicalmente l’impianto scenografico e rivisitato il testo, si è dato infatti centralità alla
musicalità della commistione linguistica e ai differenti stili artistici,
grazie al contributo degli attori provenienti dall’Africa e dal Suriname. La
Compagnia, che ha una fisionomia multietnica, è infatti alla costante ricerca
di linguaggi artistici, che permettano di superare le barriere linguistiche
stesse. Il numero degli attori è stato ridotto a tre: Michele Celeste, Marcia
Sedoc, Moustapha Mbengue.
L’impegno civile contro le guerre e
tutte le forme di violenza, il diritto all’autodeterminazione ed essere cittadini
del mondo sono le tematiche di questo spettacolo.
Un uomo porta faticosamente sulle spalle
un bidone su cui pianta una vela (la Bidonnave): il rimando è a Ulisse, nella civiltà occidentale l’archetipo
del viaggiatore ed anche della curiosità intellettuale.
A cavalcioni della “Bidonnave” ha
inizio il suo viaggio nel grande mare della
storia di ieri e di oggi: il sogno imperialista europeo, le leggi razziali, il
colonialismo, il fascismo e il nazismo, la questione della superiorità della
razza. Ogni quadro ci parla dell’orrore delle attuali guerre, lo spettacolo si
svolge sotto lo sguardo attento ed inorridito dell’Angelo Novus, che rimanda
alla reinterpretazione sul concetto di storia, che ne fece W. Bejamin degli
Angeli dipinti da Paul Klee.
Il racconto è affidato alla voce dei
bambini siriani, ai filmati, ai cartoni animati, al gesto degli attori e alla
parola dei poeti (Odissea di Omero,
Antigone di Sofocle ed ancora Ignazio Buttitta, P.P Pasolini, Khalil Gibran, Abdel Karim Hannachi, Arian Sadiq, Virginia Barrett e Michele
Celeste) a cui si aggiungono il dialetto siciliano parlato da
Michele Celeste e del Suriname, ultima colonia olandese, con il misconosciuto
creolo Sranan Tongo, la lingua degli schiavi e dei trisavoli di Marcia Sedoc,
con la quale recita. Infine i ritmi e i dialetti africani, il continente più
antico del mondo, affidati alla voce di Moustapha Mbengue: attore e musicista senegalese, che vive ed opera
tra Roma e Parigi dove, tra l’altro, ha girato numerosi film.
I discorsi di Mussolini ed Hitler, i
rimandi simbolici della scenografia e del fondale dipinto dal poeta pittore
afgano Arian Sadiq, stimolano la riflessione sul dramma della nostra contemporaneità: guerre, intolleranza, paure
incondizionate, terrorismo ed integralismo.
“Il
mio nome è… 877”: i numeri rappresentano la matricola del poeta pittore
afgano Arian Sadiq, assegnatagli al suo ingresso nel Centro di accoglienza di
San Cataldo. Matricola che sostituiva il suo nome e che gli permetteva di usufruire
dei servizi del centro.
My name is… 877 ha tuttavia un finale gioioso,
all’insegna della speranza e dell’amore. Il closen act è una sequenza tratta dal
film Il grande dittatore:
Hitler/Chaplin si diverte a giocare con un enorme pallone a forma di mappamondo,
assorto nel suo folle sogno ad occhi aperti di dominio assoluto. Ma gli scoppia
tra le mani, lasciandolo basito. I nostri attori entreranno in scena un
mappamondo simile. Questa volta non scoppierà tra le loro mani anzi lo
lanceranno in sala per giocarci con il pubblico: “Il mondo è nostro, è di tutti
gli esseri viventi”, il messaggio finale.
Lo spettacolo è stato prodotto nel
2020 dal Teatro d’essai La Condotta, che ha sede in San Cataldo (CL) nel
cuore della Sicilia. E’ il primo teatro costruito da attori italiani ed attori
provenienti dai Centri di prima accoglienza presenti nel territorio nisseno.
Ricavato nell’androne di un palazzo signorile di fine Ottocento, il Teatro
d’essai La Condotta è da qualche hanno sede di sperimentazione da parte di
artisti e Compagnie, oltre che luogo di incontro e fucina culturale.
Regia, progetto scenografia: Michele Celeste
Pittore
di scena: Arian Sadiq
Allestimento
scenografico ed assistente alla regia: Marco Tullio Mangione
Poeti ed autori a cui si ispira My name is… 877:
Sofocle (Antigone), Omero (Odissea),
Gibran (Quando l’amore chiama seguilo), Pasolini (Essi sempre poveri), Hannachi
(Arriverò comunque), Buttitta (Parru a tia), Virginia Barrett(A me resta la speranza), Michele
Celeste ( Come per Odisseo, Acqua di Cielo; Demons de midi, Irrefrenabile
angelo di Klimt).
Posizione SIAE: My Name is…877!
Codice opera Siae:n° 940065A
Posizione SIAE dell’autore n° 286604
Scheda tecnica:
Lo spettacolo può essere
rappresentato sia su di un palco sia in luoghi informali.
Necessita
uno spazio minimo di mt 8X6 e
prevede, oltre la collocazione di alcuni elementi scenici, l’installazione di
un fondale.
FONDALE misure 5X4 da agganciare su graticcia o traliccio americana (richiesto
sul posto).
Videoproiettore professionale con
supporto (richiesto sul posto) da agganciare su traliccio intermedio (richiesto sul posto) a circa 4 mt dal fondale.
CREDITI
Nel 2015, Michele Celeste e la Compagnia OfficinaTeatro, sono stati
insigniti del Premio Grand Prix del Teatro, sez. videoteatro, consegnato a Roma nel Teatro Salone Margherita (ex Bagaglino); Presidente di giuria Tullio
Solenghi, tra i giurati il noto attore Mariano Rigillo.
Nel 2018Virginia Barrett (regista ed autrice), Michele Celeste
e Marcia Sedoc si sono aggiudicati il Premio
Rai Cinema Channel “Sorriso diverso”, Premio Tulipani di seta nera consegnato a Roma, Teatro Olimpico, per il docufilm A me resta la speranza di Virginia Barrett. Nel docufilm hanno
partecipato anche gli attori di OfficinaTeatro, Bandjougou Sakone, Imtiaz Ali
Cheema e Atika El Jabar.
Altro prestigioso riconoscimento è il Premio Speciale della Giuria, Rassegna Internazionale di cortometraggi
MED-LIMES “Ai confini del Mediterraneo”, Salerno 2018, per il cortometraggio A me resta la speranza di Virginia Barrett.
Nel 2019 il videoteatro My Name is… 877 (nella prima versione) è
presentato al Menotti Art Festival di
Spoleto (Palazzo Sansi). Michele Celeste riceve il Premio internazionale “Pace, libertà e
diritti umani” indetto da Ass.ne Fajialobi & Divimpex.
Nel 2021 il nuovo allestimento è premiato con il secondo posto nel
concorso nazionale Grand Prix del Teatro sez. Videoteatro, San Giovanni Rotondo
(FG). Presidente di giuria: Martine Brochard, tra i giurati Gianfranco
Bartalotta direttore della rivista Teatro Contemporaneo e Cinema.