MY NAME IS… 877!

È l’allestimento in cui la Compagnia OfficinaTeatro ha profuso il massimo impegno ed è frutto della sinergia tra attori italiani, pakistani, africani e creoli i quali recitano ognuno nella propria lingua dando così vita ad una musicalità unica nel suo genere

Lo spettacolo, nella sua precedente versione, ha chiuso a Messina nel 2018, il Festival delle Arti SABIRFEST ed ha rappresentato la Compagnia OfficinaTeatro al MENOTTI ART FEST di Spoleto, occasione in cui Michele Celeste ha ricevuto il premio internazionale Fajialobi-Divimpex “Pace, libertà e diritti umani” (Palazzo Sanzi, 29 settembre 2019). 
Nell’agosto 2021 il Teatro d’essai LA CONDOTTA  ha co-prodotto un nuovo allestimento dello spettacolo: è stato cambiato radicalmente l’impianto scenografico e rivisitato il testo, si è dato infatti centralità alla musicalità della commistione linguistica e ai differenti stili artistici, grazie al contributo degli attori provenienti dall’Africa e dal Suriname. La Compagnia, che ha una fisionomia multietnica, è infatti alla costante ricerca di linguaggi artistici, che permettano di superare le barriere linguistiche stesse. Il numero degli attori è stato ridotto a tre: Michele Celeste, Marcia Sedoc, Moustapha Mbengue.
L’impegno civile contro le guerre e tutte le forme di violenza, il diritto all’autodeterminazione ed essere cittadini del mondo sono le tematiche di questo spettacolo. 
Un uomo porta faticosamente sulle spalle un bidone su cui pianta una vela (la Bidonnave): il rimando è a Ulisse, nella civiltà occidentale l’archetipo del viaggiatore ed anche della curiosità intellettuale. 
A cavalcioni della “Bidonnave” ha inizio il suo viaggio nel grande  mare della storia di ieri e di oggi: il sogno imperialista europeo, le leggi razziali, il colonialismo, il fascismo e il nazismo, la questione della superiorità della razza. Ogni quadro ci parla dell’orrore delle attuali guerre, lo spettacolo si svolge sotto lo sguardo attento ed inorridito dell’Angelo Novus, che rimanda alla reinterpretazione sul concetto di storia, che ne fece W. Bejamin degli Angeli dipinti da Paul Klee.
Il racconto è affidato alla voce dei bambini siriani, ai filmati, ai cartoni animati, al gesto degli attori e alla parola dei poeti (Odissea di Omero, Antigone di Sofocle ed ancora Ignazio Buttitta, P.P Pasolini, Khalil Gibran, Abdel Karim Hannachi, Arian Sadiq, Virginia Barrett e Michele Celeste) a cui si aggiungono il dialetto siciliano parlato da Michele Celeste e del Suriname, ultima colonia olandese, con il misconosciuto creolo Sranan Tongo, la lingua degli schiavi e dei trisavoli di Marcia Sedoc, con la quale recita. Infine i ritmi e i dialetti africani, il continente più antico del mondo, affidati alla voce di Moustapha Mbengue: attore e musicista senegalese, che vive ed opera tra Roma e Parigi dove, tra l’altro, ha girato numerosi film. 
I discorsi di Mussolini ed Hitler, i rimandi simbolici della scenografia e del fondale dipinto dal poeta pittore afgano Arian Sadiq, stimolano la riflessione sul dramma della nostra contemporaneità
: guerre, intolleranza, paure incondizionate, terrorismo ed integralismo.
Il mio nome è… 877”: i numeri rappresentano la matricola del poeta pittore afgano Arian Sadiq, assegnatagli al suo ingresso nel Centro di accoglienza di San Cataldo. Matricola che sostituiva il suo nome e che gli permetteva di usufruire dei servizi del centro.
My name is… 877  ha tuttavia un finale gioioso, all’insegna della speranza e dell’amore. Il closen act è una sequenza tratta dal film Il grande dittatore: Hitler/Chaplin si diverte a giocare con un enorme pallone a forma di mappamondo, assorto nel suo folle sogno ad occhi aperti di dominio assoluto. Ma gli scoppia tra le mani, lasciandolo basito. I nostri attori entreranno in scena un mappamondo simile. Questa volta non scoppierà tra le loro mani anzi lo lanceranno in sala per giocarci con il pubblico: “Il mondo è nostro, è di tutti gli esseri viventi”, il messaggio finale.
Lo spettacolo è stato prodotto nel 2020 dal Teatro d’essai La Condotta, che ha sede in San Cataldo (CL) nel cuore della Sicilia. E’ il primo teatro costruito da attori italiani ed attori provenienti dai Centri di prima accoglienza presenti nel territorio nisseno. Ricavato nell’androne di un palazzo signorile di fine Ottocento, il Teatro d’essai La Condotta è da qualche hanno sede di sperimentazione da parte di artisti e Compagnie, oltre che luogo di incontro e fucina culturale. 

Regia, progetto scen​ografi​a: Michele Celeste
Pittore di scena: Arian Sadiq
Allestimento scenografico ed assistente alla regia: Marco Tullio Mangione
Poeti ed autori a cui si ispira My name is… 877: 
Sofocle (Antigone), Omero (Odissea), Gibran (Quando l’amore chiama seguilo), Pasolini (Essi sempre poveri), Hannachi (Arriverò comunque), Buttitta (Parru a tia), Virginia Barrett(A me resta la speranza), Michele Celeste ( Come per Odisseo, Acqua di Cielo; Demons de midi, Irrefrenabile angelo di Klimt).
Posizione SIAE: My Name is…877! 
Codice opera Siae:n° 940065A 
Posizione SIAE dell’autore  n° 286604 
Scheda tecnica:     
Lo spettacolo può essere rappresentato sia su di un palco sia in luoghi informali.
Necessita uno spazio minimo di mt 8X6 e prevede, oltre la collocazione di alcuni elementi scenici, l’installazione di un fondale.
FONDALE misure 5X4 da agganciare su graticcia o traliccio americana (richiesto sul posto).
Videoproiettore professionale con supporto (richiesto sul posto) da agganciare su traliccio intermedio (richiesto sul posto) a circa 4 mt dal fondale.

CREDITI 
Nel 2015, Michele Celeste e la Compagnia OfficinaTeatro, sono stati insigniti del Premio Grand Prix del Teatro, sez. videoteatro, consegnato a Roma nel Teatro Salone Margherita (ex Bagaglino); Presidente di giuria Tullio Solenghi, tra i giurati il noto attore Mariano Rigillo.

Nel 2018Virginia Barrett (regista ed autrice), Michele Celeste e Marcia Sedoc si sono aggiudicati il Premio Rai Cinema Channel “Sorriso diverso”, Premio Tulipani di seta nera consegnato a Roma, Teatro Olimpico, per il docufilm A me resta la speranza di Virginia Barrett. Nel docufilm hanno partecipato anche gli attori di OfficinaTeatro, Bandjougou Sakone, Imtiaz Ali Cheema e Atika El Jabar. 

Altro prestigioso riconoscimento è il Premio Speciale della Giuria, Rassegna Internazionale di cortometraggi MED-LIMES “Ai confini del Mediterraneo, Salerno 2018, per il cortometraggio A me resta la speranza di Virginia Barrett. 

Nel 2019 il videoteatro My Name is… 877 (nella prima versione) è presentato al Menotti Art Festival di Spoleto (Palazzo Sansi). Michele Celeste riceve il Premio internazionale “Pace, libertà e diritti umani” indetto da Ass.ne Fajialobi & Divimpex.

Nel 2021 il nuovo allestimento è premiato con il secondo posto nel concorso nazionale Grand Prix del Teatro sez. Videoteatro, San Giovanni Rotondo (FG). Presidente di giuria: Martine Brochard, tra i giurati Gianfranco Bartalotta direttore della rivista Teatro Contemporaneo e Cinema.